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L’idealismo

L’idealismo è la filosofia che si sviluppa in Germania fra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. I suoi tre principali esponenti sono Fichte, Shelling e Hegel.

Ha origine dal dibattito sul criticismo kantiano, di cui rifiuta il dualismo fenomeno - noumeno: senza l'individuazione di un principio unico a cui riferirsi non è possibile alcuna conoscenza rigorosa della realtà e dell'uomo. Per l’idealismo solo un principio primo può stare alla base di una filosofia che si proponga il raggiungimento della verità.

È espressione, nel campo filosofico, del Romanticismo, con il quale condivide due importanti temi, la natura e l’infinito, e abbraccia l’idea di assoluto e di spirito.
L’infinito, che segna una svolta rispetto a Kant, poiché egli aveva elaborato una filosofia del limite, ovvero il finito, entro il cui definire il limite della ragione umana, nasce dalla particolare condizione di dolore in cui si ritrova l’uomo. Tale dolore è da ritrovare nelle esperienze negative degli ultimi anni del ‘700 e il primo decennio dell’800, in seguito alla rivoluzione francese, che era scaturita nel terrore e nella dittatura, fino alla restaurazione, che demolisce tutte le conquiste fatte.

Le caratteristiche fondamentali dell’idealismo:
  • La sistematicità: determinata dal principio fondamentale che dà certezza a ogni proposizione direttamente o indirettamente ricavato da esso;
  • L'identità fra uomo e natura: il vero senso dell'esistenza umana che si manifesta nel divenire della storia:
  • L'unità fra attività teoretica e pratica: necessaria alla definizione del concetto rigoroso di uomo.


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