Passa ai contenuti principali

Marx

Il pensiero di Marx, alla base della sua teoria e della sua adesione al comunismo, nasce da una critica radicale della società e dello Stato moderno. 

Nel mondo in cui egli vive, l’uomo è costretto a vivere due vite, a dividersi tra i propri interessi privati e quelli comuni. La civiltà moderna stessa è caratterizzata da individualismo e l’atomismo, dove il singolo è separato ed escluso dalla comunità.
Poiché è lo Stato a legalizzare tali caratteri, riconoscendo diritti quali il liberalismo o la proprietà privata, esso è la proiezione politica di una società strutturalmente asociale. 

Marx, in tal senso, ritiene che l’unico modo di realizzare una comunità solidale sia l’eliminazione delle disuguaglianze reali tra gli uomini, e in particolare, il principio stesso di ogni disuguaglianza, ovvero la proprietà privata dei mezzi di produzione.
Sarà proprio la classe priva di ogni proprietà, il proletariato, ad essere destinata ad eseguire la condanna storica della civiltà egoistica, realizzando la democrazia comunista.

L’alienazione del proletariato
Il lavoratore, nella società capitalista, vive in una situazione di alienazione, poiché la proprietà privata lo ha trasformato in uno strumento di un processo impersonale di produzione che lo schiavizza, senza porre alcuna attenzione ai propri bisogni.
Marx sostiene che il capitalista utilizzi il lavoro di una certa categoria di persone, i salariati, per accrescere la propria ricchezza in una dinamica che egli descrive come sfruttamento e come logica del profitto. Dunque, la disalienazione dell’uomo dipenderà solo dal superamento della proprietà privata e dall’avvento del comunismo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Freud

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, nacque a Freiberg, in Repubblica Ceca, nel 1856. All’età di quattro anni si trasferì a Vienna con la famiglia. Si laureò in medicina, focalizzando i propri studi sulla psichiatria. Divenne il collaboratore del medico Josef Breuer, il quale aveva notato come l’ipnosi permettesse al paziente di ricordare degli eventi spiacevoli dimenticati, riuscendo nel neutralizzare l’emotività negativa nel presente connessa all’avvenimento. Freud arrivò alla conclusione che alla base dei sintomi nevrotici c’era un conflitto tra forze inconsce. Da tale scoperta nacque la psicoanalisi, lo studio della mente, dell’inconscio. Le sue teorie non ebbero immediato successo ma, ciononostante, fu fondata nel 1910 la “Società internazionale di psicoanalisti” a Norimberga. Nel 1939, costretto dall’avvento del nazismo a trasferirsi a Londra, morirà a causa del dolore dato un grave tumore alla gola, causato dall’abuso di sigari, il quale lo portò a una morte assis...

Hegel

George Wilhelm Friedrich Hegel nasce a Stoccarda nel 1770, in una famiglia benestante e conformista. La sua adolescenza non appare come caratterizzata da eventi importanti, egli condusse una vita agiata e di stampo borghese.  Seguì i corsi di filosofia e teologia all’Università di Tubinga e terminati gli studi, divenne precettore. Dopo la morte del padre, ereditò una grande somma di denaro che gli permise di stabilirsi a Jena, dove divenne docente e redattore capo di un giornale. Nei suoi ultimi anni di vita, egli divenne direttore del ginnasio di Norimberga, professore di filosofia presso Heidelberg ed infine, presso l’Università di Berlino, dove raggiunse il suo maggior successo e dove morì, nel 1831. La Fenomenologia dello Spirito  La sua opera più famosa, “La Fenomenologia dello spirito”, può essere interpretata come un romanzo, in cui il protagonista è lo spirito, che dopo aver affrontato difficili vicende ed ostacoli, giunge alla consapevolezza di essere tutta la realtà....

La dialettica servo padrone

La dialettica servo padrone è una delle tematiche più celebri della Fenomenologia dello Spirito di Hegel.   Ogni coscienza, che ha preso coscienza di sé ed è dunque autocoscienza, vuole porsi come unica ed orientare a se stessa tutta la realtà. Tuttavia, tale desiderio di indipendenza non è solo di un’autocoscienza poiché essa vive accanto ad altre, ed ognuna ritiene di essere l’unica realmente essenziale. Da questo nasce lo scontro tra le autocoscienze, per ottenere che tutto sia in funzione di sé. Quella vincitrice di questa lotta, non elimina quella sconfitta in modo tale che essa riconosca la superiorità della vincitrice e sia costretta a porsi al suo servizio. L’autocoscienza vincitrice assume il ruolo di padrona, quella sconfitto di serva. Il servo, lavorando per il padrone, prende coscienza di sé, ovvero comprende come il suo ruolo sia fondamentale per la sopravvivenza del padrone. Egli infatti, non conosce più direttamente le cose, ma solo attraverso il ruolo del servo. Il ...