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Kierkeegard

Soresen Kierkegaard nasce a Copenhagen, in Danimarca, nel 1815. Condusse una vita priva di eventi particolari, poiché raramente si allontano dalla propria città natale e dopo l morte del padre, la sua eredità gli permise di dedicarsi unicamente ai suoi studi. La figura del padre centrale nella sua formazione, verrà infatti da lui educato ad una rigida osservanza della religione, il luteranesimo. Sarà difatti il forte senso del peccato trasmesso dalla religione a spingere il giovane filosofo ad iscriversi alla facoltà di teleologia, per diventare pastore. Tuttavia, Kierkegaard non diventerà mai pastore. La vita del filosofo appare segnata da un’incapacità di decidere tra le alternative che si presentarono nella sua vita, che lo porterà ad identificarsi come un  “contemplativo” che osserva con distacco la vita, più che viverla. Il pensiero di Kierkeegard è profondamente influenzato nella cultura della Danimarca dell’epoca, tuttavia, le elaborazioni del filosofo si porranno in con...

Schopenhauer

Arthur Schopenhauer nacque a Danzica, in Polonia, nel 1788, figlio di un banchiere e di una nota scrittrice di romanzi. L’amore per la letteratura della madre ebbe la meglio sulle pressioni del padre affinché egli proseguisse la strada da lui segnata, così egli proseguì gli studi di filosofia fino al divenire docente. Il suicidio del padre e il contraddittorio rapporto con la figura materna segnarono profondamente il pensiero di Schopenhauer, riscontrabile nella sua opera più famosa, “Il mondo come volontà e rappresentazione”. La prima edizione del suo lavoro non riscosse inizialmente alcun successo, il cui motivo principale risiedeva nell’avversione di Schopenhauer per la filosofia idealistica . Egli rivendica la libertà e l’autonomia della filosofia, sfidando apertamente il successo di Hegel, tuttavia senza mai riuscire ad intaccarla. Morì a Francoforte nel 1860, lasciando ai posteri un’eredità complessa. Il pensiero di Schopenhauer venne influenzato da: Platone e la sua teoria ...

Marx

Il pensiero di Marx, alla base della sua teoria e della sua adesione al comunismo, nasce da una critica radicale della società e dello Stato moderno.  Nel mondo in cui egli vive, l’uomo è costretto a vivere due vite, a dividersi tra i propri interessi privati e quelli comuni. La civiltà moderna stessa è caratterizzata da individualismo e l’atomismo, dove il singolo è separato ed escluso dalla comunità. Poiché è lo Stato a legalizzare tali caratteri, riconoscendo diritti quali il liberalismo o la proprietà privata, esso è la proiezione politica di una società strutturalmente asociale.  Marx, in tal senso, ritiene che l’unico modo di realizzare una comunità solidale sia l’eliminazione delle disuguaglianze reali tra gli uomini, e in particolare, il principio stesso di ogni disuguaglianza, ovvero la proprietà privata dei mezzi di produzione. Sarà proprio la classe priva di ogni proprietà, il proletariato, ad essere destinata ad eseguire la condanna storica della civiltà egoistica,...

Feuerbach

Ludwig Feuerbach fu un filosofo tedesco, allievo di Hegel, anche se successivamente ne ripudierà l’idealismo filosofico. Fu uno dei maggiori esponenti della sinistra hegeliana, la quale, nonostante cercasse di distruggere il sistema hegeliano, lo prendeva come punto di partenza per la riflessione. Per gli esponenti di questo questo movimento, bisognava porre come principio necessario tutto ciò che è reale e non ciò che è ideale. Il filosofo espresse il suo pensiero principalmente in due opere, L’essenza del Cristianesimo, e L’essenza della religione, da cui ha inizio la critica alla filosofia di Hegel. Quest’ultima viene infatti definita da Feuerbach come una teologia mascherata, poiché riduce l’uomo a un mero attributo dell’infinito, Dio, ed egli è dunque dedotto dal principio primo che è Dio. La filosofia, per Feuerbach, deve invece avere inizio dal finito, dal reale, per comprendere che cosa sia l’uomo, ed egli è oggetto e fine della ricerca.  Proprio al fine di comprendere che ...

La dialettica servo padrone

La dialettica servo padrone è una delle tematiche più celebri della Fenomenologia dello Spirito di Hegel.   Ogni coscienza, che ha preso coscienza di sé ed è dunque autocoscienza, vuole porsi come unica ed orientare a se stessa tutta la realtà. Tuttavia, tale desiderio di indipendenza non è solo di un’autocoscienza poiché essa vive accanto ad altre, ed ognuna ritiene di essere l’unica realmente essenziale. Da questo nasce lo scontro tra le autocoscienze, per ottenere che tutto sia in funzione di sé. Quella vincitrice di questa lotta, non elimina quella sconfitta in modo tale che essa riconosca la superiorità della vincitrice e sia costretta a porsi al suo servizio. L’autocoscienza vincitrice assume il ruolo di padrona, quella sconfitto di serva. Il servo, lavorando per il padrone, prende coscienza di sé, ovvero comprende come il suo ruolo sia fondamentale per la sopravvivenza del padrone. Egli infatti, non conosce più direttamente le cose, ma solo attraverso il ruolo del servo. Il ...

Hegel

George Wilhelm Friedrich Hegel nasce a Stoccarda nel 1770, in una famiglia benestante e conformista. La sua adolescenza non appare come caratterizzata da eventi importanti, egli condusse una vita agiata e di stampo borghese.  Seguì i corsi di filosofia e teologia all’Università di Tubinga e terminati gli studi, divenne precettore. Dopo la morte del padre, ereditò una grande somma di denaro che gli permise di stabilirsi a Jena, dove divenne docente e redattore capo di un giornale. Nei suoi ultimi anni di vita, egli divenne direttore del ginnasio di Norimberga, professore di filosofia presso Heidelberg ed infine, presso l’Università di Berlino, dove raggiunse il suo maggior successo e dove morì, nel 1831. La Fenomenologia dello Spirito  La sua opera più famosa, “La Fenomenologia dello spirito”, può essere interpretata come un romanzo, in cui il protagonista è lo spirito, che dopo aver affrontato difficili vicende ed ostacoli, giunge alla consapevolezza di essere tutta la realtà....

Schelling

Schelling è una figura sbiadita della filosofia, offuscato da Fichte e da Hegel, il cui singolare contributo alla filosofia naturalista é degno di essere ricordato. È con questa concezione che egli può essere ritenuto, oltre che filosofo idealista insieme ai due precedentemente citati, anche un filosofo romantico, tale da definire la sua opera come il confine tra idealismo e romanticismo.  Alcuni elementi del romanticismo che possono essergli ricondotti e che lo accomunano agli altri filosofi romantici sono: la valorizzazione dell’emotività e del sentimento , affiancata o opposta alla ragione l’importanza dell’interiorità , dell’individualità e del genio creativo la passione per l’infinito una forma di panteismo , concezione in cui Dio è l’universo nella sua totalità la concezione della natura come totalità animata , un grande organismo in cui le parti sono orientate al tutto Filosofo della natura La natura è dunque il principale argomento della filosofia di Schelling, che egli in...